SementusaTech

Intervista ad Alfonso: “L’obiettivo del nostro prodotto è quello di migliorare l’efficienza degli allevamenti ovini e caprini

Ciao Alfonso, ti andrebbe di raccontarmi brevemente da dove nasce SementusaTech?

SementusaTech si è costituito nel 2013 ma formalmente siamo nati nel 2016. La startup è costituita da 2 veterinari e 2 ingegneri informatici. L’idea nasce da un gruppo di veterinari, tra cui i miei due soci, che hanno messo a punto un protocollo operativo denominato “SEMENTUSA” che noi abbiamo poi digitalizzato. L’obiettivo del nostro prodotto è quello di migliorare l’efficienza degli allevamenti ovini e caprini. Per realizzarlo abbiamo messo assieme competenze veterinarie con competenze informatiche, ingegneristiche e di data-scientist.

In cosa consiste la vostra attività e dove vi trovate?

La nostra sede legale si trova in Sicilia. La nostra sede operativa si trova invece in Sardegna, dove si riscontra una maggior presenza di allevamenti ovini e caprini.

Nel 2016 siamo stati selezionati da TI per il percorso di accelerazione presso l’incubatore di impresa, TIM#WCAP di Catania. La nostra attività si compone fondamentalmente di due aspetti, l’aspetto veterinario e l’aspetto tecnologico e di conseguenza gli utenti finali di fatto sono due, il veterinario e l’allevatore. Tra i due, colui che realmente acquisisce dati è il veterinario.

Il protocollo operativo sta alla base di tutto ed è costituito da una serie di azioni utili e necessarie, che il veterinario e l’allevatore implementano negli allevamenti ovicaprini per migliorare la produttività. Per fare un esempio pratico, il veterinario per ottenere una diagnosi precoce di gravidanza, effettuerà un’ecografia agli animali. Il dato ecografico verrà acquisito dal sistema software che aggregherà i dati e farà delle previsioni. Allo stesso modo l’allevatore sarà in grado grazie alle previsioni, di pianificare tutti gli aspetti dell’azienda, dall’acquisto del foraggio alla vendita del latte. Attraverso la proiezione di dati, noi possiamo ottenere una stima della produttività dell’allevamento e consentire agli allevatori di scegliere la migliore direzione per la propria azienda.

Quali sono i prodotti e i servizi da voi offerti?

Forniamo da una parte consulenza veterinaria e dall’altra il nostro software per analisi e proiezioni di dati.

In che modo li proponete ai vostri clienti e come li commercializzate?

Per quanto riguarda il nostro business model, abbiamo per la precisione due scelte.

Molti degli allevatori hanno veterinari con cui collaborano da una vita e di cui si fidano, perciò in questo caso noi forniamo esclusivamente la licenza software e sono i loro veterinari di fiducia ad utilizzarli. Se invece l’allevamento non ha un veterinario aziendale, siamo noi a fornirne uno. Oltre a vendere una licenza software agli allevatori, diamo in comodato d’uso i software ai veterinari.

La differenza tra veterinari e allevatori a livello di utilizzo, consiste nel fatto che, mentre l’allevatore vedrà soltanto la panoramica del suo allevamento, il veterinario vedrà la panoramica di tutti gli allevamenti da lui gestiti.

Inoltre i nostri veterinari offrono, nel caso in cui il veterinario che attua il protocollo Sementusa riscontrasse delle difficoltà o dei problemi, consulenze per aiutarlo nell’utilizzo.

Quali sono i principali vantaggi che un allevatore può trarre dai vostri servizi?

Partiamo da alcune premesse: all’inizio abbiamo svolto un lavoro di ricerca scientifica in collaborazione con l’università di Messina per validare il protocollo. Nel 2013 abbiamo creato un progetto in Sicilia, coadiuvato dall’Università di veterinaria di Messina, che ci ha permesso di pubblicare il lavoro, ma già precedentemente avevamo svolto dei test preliminari in Sardegna.

Questi studi assieme ai riscontri derivanti dall’applicazione pratica del nostro servizio, ci hanno permesso di provare che l’applicazione delle nostre tecnologie migliora la produttività dell’azienda fino al 40%.

Come dico sempre: “Bisogna considerare il veterinario non solo come un medico da chiamare al momento del bisogno, ma anche come un personal trainer, che ti segue costantemente e ti aiuta a curare la salute e il benessere dell’allevamento”, e SementusaTech aiuta i veterinari ad adempiere la loro funzione di personal trainer.

Quanti siete a lavorare in azienda? Riguardo te, qual è il tuo percorso personale?

Come ti dicevo noi siamo in quattro, due veterinari e due ingegneri informatici. Un veterinario è sardo mentre l’altro è siciliano, ci siamo conosciuti nel 2013 proprio grazie al progetto che abbiamo svolto in Sicilia.

Io inizialmente non facevo parte della compagine, sono stato scelto solamente per lo sviluppo del software poi mi sono reso conto che il progetto si evolveva e che era un mercato importante. Così ho continuato assieme ai miei collaboratori lo sviluppo del software e nel 2016 abbiamo presentato il progetto, come accennavo, al TIM#WCUP indotto da TIM, che poi abbiamo vinto.

Prima di questa esperienza non mi ero però mai addentrato tanto nel settore dell’allevamento, anche se abitando in un piccolo paesino conoscevo il mondo della Zootecnia da vicino.

Cosa più vi motiva nel fare il vostro lavoro?

Le motivazioni sono diverse. Dal punto di vista del mercato, ci sono buone probabilità di espansione e sviluppo, ma è anche vero che ogni giorno ci scontriamo con realtà forti che ci ostacolano nella crescita. Ad oggi noi abbiamo già un buon set di clienti e di early adopter, abbiamo finito la fase di test. Abbiamo lavorato su circa 20000 capi e siamo in una fase di piena commercializzazione.

Per quanto riguarda le motivazioni personali, dal punto di vista dell’ingegneristica è una sfida. Una sfida che consiste nel poter, attraverso l’analisi dei dati, ricavare delle informazioni che prima erano nascoste e che grazie al nostro approccio riescono a venir fuori, rivelandosi molto utili per i veterinari e per gli allevatori.

Mi sento infatti di dire che, anche dal punto di vista veterinario è sicuramente una sfida. Questo perché i veterinari hanno il compito di mantenere al primo posto il benessere dell’animale, cercando però di massimizzare la produttività, attraverso l’utilizzo della tecnologia e la messa in atto di procedure non invasive. Noi effettuiamo calcoli che forniscono una fotografia istantanea dell’allevamento e consentono quindi di poter correggere la gestione dell’allevamento ovicaprino, qualora stia andando in una direzione errata.

Negli anni abbiamo elaborato una curva ideale di produttività dell’allevamento che ci serve come punto di riferimento. Durante l’acquisizione dati poi costruiamo la curva reale e il nostro obiettivo è di far tendere il più possibile quest’ultima verso la curva ideale.

Vorresti aggiungere qualcosa per concludere?

Da aggiungere, che oltre al finanziamento ricevuto da TIM, nel 2017, è stata Zoetis a sponsorizzarci.

Vorrei aggiungere che il veterinario che si approccia al nostro prodotto di solito non ha tutte le competenze richieste, quindi durante l’ estate, a luglio, organizziamo un corso di formazione in Sardegna dove prepariamo i veterinari attraverso una formazione in merito agli allevamenti ovicaprini, all’approccio integrato per diagnosi e consulenza, al sistema SEMENTUSA e al suo utilizzo. Tale corso si compone di tre giorni di full immersion, organizzati in partnership con la SIVAR (Società Italiana Veterinari per Animali da Reddito).

Al termine di questo corso, i veterinari sono perfettamente in grado di lavorare in autonomia. Autonomia che rimane però sempre affiancata, in caso di bisogno, dalla nostra consulenza. Abbiamo anche un sito web che raggruppa in una community virtuale tutti i veterinari che hanno seguito il corso di formazione e che consente di condividere liberamente materiale e informazioni.

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