Biorfarm

Intervista a Osvaldo: “Biorfarm: sentirsi partecipi della coltivazione del proprio cibo anche a km di distanza”

Ciao Osvaldo, potresti dirmi brevemente come e dove nasce la startup Biorfarm?

Lavoravo come consulente finanziario a Milano, in una grande multinazionale. Stanco di essere chiuso tra 4 mura davanti ad un computer decido nel 2014 di tornare in Calabria nell’azienda agricola di famiglia, dove coltiviamo clementine e arance, per dare una mano a mio padre, che coltiva rispettando la natura con metodi biologici.

Nell’entrare a contatto con il mondo agricolo, ciò che non mi andava a genio era la distorsione della filiera che si presentava e si presenta tutt’ora nell’ odierna realtà italiana. Questa presenta infatti una filiera che vede produttori e consumatori come i soggetti più svantaggiati.

Oltre a questo tra i miei amici e conoscenti vedevo la voglia di portare a tavola un prodotto di qualità, buono, sano e soprattutto quella di ricevere un’emozione dovuta alla conoscenza di quel prodotto. Sai, portare a casa la mela del supermercato non dà la stessa soddisfazione che poter avere sulla propria tavola la mela dell’agricoltore Paolo della Val di Non, ad esempio. Mela oltretutto che ho seguito da quando era in fiore, a quando è maturata per poi ritrovarsi sulla mia tavola. Il consumatore consapevole ha questa esigenza, che si collega ad un valore emozionale che va oltre quello alimentare. Proprio dal desiderio di regalare alle persone la possibilità di sentire questa emozione è nata la nostra idea: digitalizzare l’adozione di alberi. Volevamo in questo modo collegare direttamente agricoltori e consumatori, far conoscere direttamente le attività dell’azienda agricola a chi voleva il prodotto.

In cosa consiste la vostra attività?

Io e il mio socio Giuseppe abbiamo visto che l’idea funzionava, che piaceva, che sempre più persone erano disposte a pagare, anche in anticipo avendo in cambio la sicurezza di ricevere un valore emozionale, e supportare quel coltivatore che coltiva per te la frutta. Fin da subito abbiamo potuto notare un buon riscontro sia da parte dei consumatori che degli agricoltori e così abbiamo inserito il primo agricoltore, oltre mio padre, iniziando l’espansione di Biorfarm.

Ci siamo fatti notare da Google che ci ha nominati ambassador di digitalizzazione per la PMI, ed H-farm il più importante acceleratore di startup in Italia ci ha selezionato, tra le più promettenti startup del settore food, per il suo programma di accelerazione. Ci siamo trasferiti a Treviso nel novembre 2016 e lì siamo restati fino a maggio 2017. Questo periodo ci ha permesso di perfezionare il business model, di migliorare la piattaforma web, di acquisire le conoscenze e le competenze necessarie e di sviluppare meglio il progetto.

Grazie a questo periodo formativo nell’estate 2017 abbiamo lanciato la nuova versione del sito web, ma avevamo bisogno di capitali e così nel dicembre 2017 abbiamo avviato una campagna di equity crowdfunding durata fino al febbraio di quest’anno, che ha avuto un grande successo.

Siamo riusciti a raccogliere 300 mila euro, cifra che ci ha permesso di crescere e diversificare, rivolgendoci anche alle aziende oltre che ai consumatori finali. Il nostro obiettivo è realizzare la più grande azienda agricola digitale e condivisa al mondo, dove chi produce cibo è interconnesso sempre e direttamente con chi lo porta a tavola.

I clienti hanno bisogno di trasparenza, che nel nostro caso cammina di pari passo ad un’ emozione: sentirsi partecipi della coltivazione del proprio cibo anche a km di distanza.

Come funziona l’adozione o l’offerta di un albero in regalo?

Per il consumatore adottare un albero è molto facile. Basta andare su Biorfarm.com, scegliere il tipo di albero da Frutto che preferisce, scegliere la rispettiva posizione nel campo e dargli un nome, infatti su Biorfarm è possibile personalizzare i propri alberi.

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Su Biorfarm puoi personalizzare e monitorare costantemente i tuoi alberi

Dopo questa fase avviene il pagamento, grazie al quale si procede all’adozione effettiva dell’albero e di conseguenza alla creazione del proprio account, che noi chiamiamo “Campo digitale”. Nel caso non si acquisti per se stessi, ma per regalare l’albero ad un amico o una persona cara, viene generata una lettera regalo con un coupon che, inserito su Biorfarm, ti permetterà di visualizzare il tuo albero.

All’interno del proprio account ogni utente ha un quaderno di campagna con tutti i post e video dell’agricoltore, una sezione con le informazioni dell’albero (educativa) ed una sezione con le informazioni riguardanti l’agricoltore e i suoi contatti, nel caso lo si volesse contattare direttamente. In questo modo il cliente è libero di comunicare con l’agricoltore e viceversa. Noi facciamo semplicemente da ponte e da supporto.

Noi di Biorfarm non entriamo direttamente a contatto con la frutta ma supportiamo gli agricoltori nella gestione logistica e ci occupiamo della fornitura del packaging. Diamo loro la possibilità di avere margini superiori rispetto alla filiera tradizionale, accorciandola e avvicinando i consumatori agli agricoltori, a cui offriamo anche la possibilità di avere comunicazione in maniera totalmente gratuita. Riusciamo a fare tutto ciò, e anche altro, grazie ad una commissione che applichiamo sul costo dell’adozione degli alberi, che ci permette di pagare la comunicazione, restando comunque competitivi, grazie proprio al taglio di filiera.

Una volta adottato il proprio albero, come è possibile tenerlo monitorato e ricevere/raccogliere i frutti?

Ci tengo a precisare che per ora non abbiamo un’ app scaricabile, la nostra è una webapp da cui ogni agricoltore digitale (così possiamo definire i nostri clienti) può monitorare in un modo “social” il proprio albero.

In che senso in modo “social”?

Nel senso che Biorfarm funziona proprio come un social, in cui l’agricoltore può, attraverso un semplice click, condividere quello che fa nei campi, proprio come farebbe su Facebook. In questo modo al cliente sarà possibile vedere la vita di campagna, cosa significa lavorare nei campi e coltivare quel frutto che poi arriverà sulla sua tavola.

Oggi all’interno del prezzo di adozione è inclusa la prima spedizione della frutta. Il cliente sa quindi che la tale settimana del tale mese riceverà la tale quantità di frutta. Le uniche indicazioni che questi non può avere fin dal principio sono quelle relative al giorno esatto di raccolta, perché questo dipende da diversi fattori legati alla coltivazione del frutto. Ovviamente, seguendo la coltivazione, ogni utente saprà esattamente quando riceverà la sua frutta, con largo anticipo.

Questo per la prima ricezione. Come funziona dopo?

Una volta ricevuta la prima spedizione e terminata la sua frutta, l’utente potrà, direttamente dal suo account, chiedere all’agricoltore di raccogliere la frutta, ogni volta che vuole. Per farlo, gli sarà sufficiente cliccare su “raccogli frutta” nel proprio account e scegliere quando e quanta frutta ricevere. Ovviamente questo è possibile farlo compatibilmente con il periodo di stagionalità della frutta.

Come riuscite a garantire prezzi modici e ottima qualità?

Grazie ai nostri agricoltori riusciamo ad avere prodotti di qualità eccelsa. Il prezzo non è da considerarsi un nostro vantaggio competitivo, non sempre siamo più bassi dei normali canali di vendita. È vero infatti che bypassiamo la filiera ma il costo di trasporto ha un’incidenza molto forte. Nonostante ciò riusciamo ad offrire prezzi competitivi nei quantitativi maggiori, il che è già un ottimo risultato. Solitamente infatti il singolo o la coppia che decide di adottare un albero lo fa perché è una persona già sensibile a determinate tematiche che quindi non basa la sua scelta esclusivamente sul prezzo, mentre la famiglia numerosa che magari fa più attenzione ai costi, necessitando un quantitativo maggiore, riesce a trarre beneficio dal prezzo più economico.

Nel prossimo futuro ci piacerebbe molto rendere possibile la condivisione dell’adozione, ovvero dare la possibilità a chi adotta di condividere l’albero con chi vuole (amici, conoscenti, vicini ecc.), facendo recapitare la frutta in un unico punto in comune, che potrebbe essere il suo giardino come qualsiasi altro luogo adattabile a questa esigenza. In questo modo andremmo ad abbattere quasi totalmente i costi di spedizione.

Quali sono i costi di spedizione? Distribuite solo in Italia o anche all’estero?

Il prezzo è già comprensivo dei costi di spedizione. Questi variano normalmente dai 6 ai 10 euro, a seconda del quantitativo di frutta e della zona di produzione. Oggi distribuiamo per il 90% in Italia, ma qualche spedizione estera la facciamo. Stiamo lavorando per poter replicare il nostro modello in altri paesi, quali Austria, Germania e Spagna, ma per il momento c’è ancora molto lavoro da fare.

Cosa accomuna i vostri agricoltori? Quanto è importante il rapporto che viene ad instaurarsi tra agricoltori digitali e agricoltori in loco?

Agricoltori in loco e agricoltori digitali sono entrambi molto importanti in quanto protagonisti e attori fondamentali per Biorfarm. Per quanto riguarda gli agricoltori sicuramente sono accomunati dal fatto che sono tutti agricoltori bio certificati e locali, intendendo con questo agricoltori per lo più medio-piccoli. Inoltre tutti questi agricoltori sposano il nostro modello e hanno voglia e possibilità di condividere. Oggi siamo noi a selezionarli direttamente. Cerchiamo di selezionarli in base anche alla localizzazione geografica andando a coprire quelle zone in cui ancora non lavoriamo. L’idea che vorremmo sviluppare in futuro però è quella di creare una applicazione che qualsiasi agricoltore che rispetti i requisiti (bio e locale) possa scaricare sul proprio smartphone, per iscriversi e registrarsi da solo, condividendo i propri frutti e il proprio savoir-faire.

Riguardo te più personalmente, hai sempre lavorato nel settore agricolo? Da dove è nata questa tua passione?

Semplicemente io sono nato in campagna, vengo da generazioni e generazioni di agricoltori, ergo la propensione per l’agricoltura è sempre stata intrinseca dentro di me, anche se inizialmente il mio percorso personale aveva preso una direzione diversa.

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Osvaldo e Giuseppe, founders di Biorfarm

Ho fatto studi di economia. Ho vissuto in Spagna, Lituania e Stati Uniti. Ho lavorato come consulente finanziario a Milano per diversi anni e, capendo che non era quello che cercavo, ho sentito il bisogno di avventurarmi verso qualcosa di diverso. Così mi sono rimesso in gioco tornando alle mie origini, all’agricoltura. Assieme a Giuseppe, amico nonché co-founder della startup, abbiamo deciso di dare vita a Biorfarm.

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