Le Erbe di Brillor

Intervista a Paola de Le Erbe di Brillor: “Grazie a Brillor oggi posso dire, con un mezzo così semplice come il detersivo, di aver cambiato il destino di molte persone.”

Ciao Paola, potresti raccontarmi un po’ la storia dell’azienda agricola Le Erbe di Brillor?

Diciamo che ho fatto tante cose disparate nella mia vita. Di indole sono una studiosa ricercatrice. Mi piace curiosare. Ho frequentato storia dell’arte e la mia cultura di base è classica. In realtà ho sempre lavorato nel mondo della moda e della pubblicità, fino ai 35 anni, poi dopo diversi episodi personali poco fortunati – la perdita di familiari a me molto cari –  mi sono sentita proiettare in una dimensione molto diversa. Mi sono messa a studiare e sono diventata naturopata, ho mollato tutta la vita di prima, non avevo più sentimento per le cose che facevo prima.

In tutti questi miei “viaggi di curiosità”, di riscoperta, di ricerca, tra gruppi spirituali e attività varie, sono capitata in Valchiusella: un posto incredibile! Le persone che ci abitano sono speciali. Per farti un esempio l’altro giorno ho chiamato uno spazzacamino, che ho scoperto, una volta arrivato, essere un esperto di numerologia. Abbiamo scambiato pareri interessantissimi.

È proprio qui in Valchiusella che sono entrata in contatto per la prima volta con il progetto iniziale di Brillor. Ho incontrato questi ragazzi che, nel retrobottega, facevano esperimenti allora ancora in fase di studio, su prodotti naturali e sono stata subito attratta dall’idea che si potesse recuperare dalla natura ciò che era necessario per l’uomo, dall’idea che con la natura si potesse fare molto.

Proprio animata da questo entusiasmo, qualche tempo dopo ho comprato la cascina sul lago e il bosco vicino, che erano in una situazione di totale abbandono. Il luogo era completamente degradato.

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La cascina è nata quindi, proprio per accogliere il progetto di Brillor partito da questi due ragazzi. Progetto che però nel frattempo io avevo già trasformato, grazie anche alle intuizioni dettate probabilmente anche dalle mie origini, derivanti da nonni agricoltori e quindi legate alla natura e all’agricoltura.  

Come ti sei appassionata a questo progetto?

Quello che subito mi saltò all’occhio, era la definizione di azienda agricola “no food”. Così detta voleva dire tutto e niente. In realtà il settore di produzione di prodotti per la pulizia o la cosmetica, a partire da materie prime naturali, costituisce di fatto un ambito complesso, spesso assorbito da altre branchie della grande distribuzione che ripropongono prodotti chimici ed industriali, di più facile reperibilità. Proprio per questo, mi è stato molto difficile all’inizio dimostrare che con le piante si poteva fare molto di più che nutrirsi o curarsi.

Ancora oggi risulta difficile sensibilizzare e informare le persone sui tanti temi importanti che stanno dietro all’utilizzo di prodotti naturali in sostituzione dei prodotti industriali. I primi detersivi che sostituirono i saponi, nacquero verso la fine degli anni 40, da lì in poi l’umanità ha riversato nell’acqua moltissime sostanze inquinanti e nocive. Le lavatrici, ad esempio, sono senza dubbio comodissime da un lato, ma dall’altro sono fonte di guai inenarrabili dal punto di vista dell’inquinamento delle falde acquifere. È ora di cambiare detersivo!

Tornando alla mia vicenda, come accennavo, sono diventata naturopata e in questo periodo è nato il contatto con la Valchiusella e l’iniziale progetto di Brillor.

Abbiamo fatto fatica, nel corso del tempo questo progetto ha visto più attori, ma di fatto la persona che da quando lo ha abbracciato non l’ha ancora lasciato, sono proprio io.  

Cosa ti ha spinto a portarlo avanti, nonostante le difficoltà?

Penso che la cosa più importante in questo mondo sia la perseveranza. Inoltre, amo la bellezza, la mia vita è dedicata alla bellezza, anche nel modo di curare le persone, cerco sempre la bellezza, la verità. Credo che questo mi abbia sicuramente sempre guidato e aiutato.

Assieme alla mia ultima socia, con il lavoro faticoso, la famiglia da seguire, eravamo arrivate ad un punto in cui non era più possibile per due ragazze reggere tutto da sole. È qui che si sono avvicinati a Brillor i soci attuali. Avevamo bisogno di più persone attorno a questo progetto. Oggi ci sono persone meravigliose, dedite a questa idea e accomunate da una certa eticità comportamentale e di questo sono grata.

È un lavoro molto faticoso a livello fisico e di energie?

È faticoso, il dolore fisico prodotto dal coltivare, si sente. Bisogna fare tutto a mano, sotto il sole ed è dura. Ora però che ci sono almeno due persone che mi aiutano in campagna; persone esperte e qualificate, conto di potermi dedicare maggiormente alla parte comunicativa che da sempre mi appassiona, e di non andare per un po’ in campagna. Vorrei occuparmi della comunicazione, per aiutare Brillor, cercando di addensare sempre più persone attorno a noi.

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Entrando un po’ più nello specifico, in cosa consiste la vostra attività?

Grazie a Brillor, oggi posso dire, con un mezzo così semplice come il detersivo, di aver cambiato il destino di molte persone. Gli aspetti importanti che caratterizzano la nostra attività sono molti. Uno riguarda sicuramente la formulazione stessa dei prodotti. Nello staff c’è una laureata in chimica che conosce bene la composizione dei prodotti e questo ci aiuta molto, non solo per aumentare costantemente la qualità, ma anche la nostra credibilità.  

Io ho da sempre creduto che le piante potessero comunicare tanto, anche tramite un semplice detersivo, attraverso il ricordo di autentici profumi e autentiche sostanze. Non surrogati chimici, ma autentiche spremute. Questo perché dietro certi aromi e certe erbe, c’è un messaggio molto più sottile: anziché sfruttare la natura e svilirla, dovremmo attuare con lei uno scambio dignitoso.

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Anche nella coltivazione, che noi abbiamo sempre effettuato in agricoltura biologica, siamo stati molto attenti a non snaturare il terreno. Le erbe di Brillor fa anche parte di Coldiretti, e oggi vedo molti giovani che si approcciano ad un’agricoltura biologica che sia davvero naturale, per avere prodotti genuini cercando di danneggiare il meno possibile i terreni e le colture

Cosa ti ha colpito nello specifico del territorio della Valchiusella?

La Valchiusella è un fazzoletto di terra ricco di personaggi interessanti e di una bellissima natura. Io vedo la mia bella montagna, la Bella Dormiente a profilo di principessa addormentata e questo mi dà una grandissima forza, perché è speciale. È il mio richiamo, mi riporta sempre a tornare qua. 

In che modo si articola oggi la vostra attività?

Noi coltiviamo piante aromatiche (le classiche del giardino dei semplici: lavanda, rosmarino, melissa ecc.) con cui facciamo estratti a base alcolica con alcool biologico di grano e a base acetica con aceto di mele, usando del sapone di cocco, oppure oleoliti cioè estrazioni in olio.

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Questi estratti devono dormire per un dato tempo (più o meno lungo a seconda della sostanza). Terminata la fase di riposo, possiamo finalmente comporre i nostri detersivi chiamati appunto agri-detersivi (nome registrato).  

Dopo anni di esperimenti riusciamo ad avere un prodotto stabile che lava bene e senza danni per la persona e l’ambiente. Inoltre, il nostro processo di produzione è virtuoso; come fogna abbiamo una vasca di fitodepurazione. Seguiamo la fase di produzione degli estratti e dei prodotti finali con tanto cuore.

Con lo stesso principio produciamo anche i saponi, con la tecnica antica della saponificazione, e stiamo iniziando la produzione di cosmetica assieme ad un laboratorio partner.  

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Dove si possono trovare i vostri prodotti? Come li commercializzate?

Inizialmente abbiamo fatto molti esprimenti di collocazione sul mercato. Abbiamo deciso che, fatta eccezione per alcuni negozi, (diffusori piuttosto che clienti) che ci seguono da quanto siamo nati, a cui forniamo i nostri prodotti, il restante sarebbe stato dedicato alla vendita diretta.

Il nostro intento è vendere il più possibile direttamente, attraverso gruppi d’acquisto sul nostro sito o su altri siti storici oppure tramite fiere e mercati a cui partecipiamo, anche se con fatica essendo pochi. Per noi è importantissimo, perché il nostro prodotto è un prodotto che va parlato, presentato.

Dal mercatino della Coldiretti, al grande evento di Milano, possiamo riscontrare oggi un crescente interesse e un grado più elevato di sensibilizzazione vero temi come il biologico, il naturale, l’ecologico ecc.

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Cosa intendi per presentazione del prodotto? Fate anche dimostrazioni pratiche?

Sì, principalmente presentiamo i prodotti attraverso due attività: il laboratorio, che svolgiamo molte volte anche nell’ambito di feste o manifestazioni (come “cinema ambiente” a Torino). Nel nostro laboratorio “Prepariamo insieme l’Agridetergente Tuttofare”, mostriamo come funziona il nostro prodotto.

Poi ci sono gli incontri, per lo più intitolati “Pulire senza sporcare il mondo”, dove parliamo molto del problema dell’inquinamento delle falde acquifere e trattiamo temi quali l’auto-produzione fornendo utili consigli a chi li domanda ecc.

Questi incontri sono volti soprattutto a sensibilizzare le persone in merito ai temi che ci stanno a cuore. Vogliamo aiutare a fare chiarezza in un ambito molto difficile.

Per quanto riguarda la Cascina Meira, potresti dirmi qualcosa di più?

È anche quello un progetto che ha ricevuto un premio come miglior progetto costruzione agricola, proprio perché è stata costruita con grande attenzione all’eco-architettura: materiali naturali, riscaldamento a pavimento, cura per i dettagli ecc., è stato un progetto impegnativo ma molto importante. Molti erano i fattori da considerare perché la struttura doveva accogliere anche una parte abitativa, ma soprattutto doveva poter ospitare l’ambizioso progetto delle Erbe di Brillor.

Oggi sono diverse le persone che si occupano di Cascina Meira e che “badano” questa casa: studenti italiani e stranieri, estetisti, ragazzi in stage, in scambio ecc.

La nostra è una cascina multifunzionale: funge cioè da laboratorio di ricerca, da punto vendita Campagna Amica, e anche da cascina didattica. Come tale è stata accreditata dalla regione Piemonte. In agricoltura oggi è fondamentale essere multifunzionali. È importante fare vedere alle persone quello che fai, cercare di trasmettere emozioni, valori e passione. I clienti oggi non sanno più di chi fidarsi e a cosa credere. Offrendogli la possibilità di vedere e toccare con mano, abbiamo l’opportunità di conquistare la loro fiducia con semplicità e genuinità.

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