Terra! Onlus

Intervista a Francesco Panié, Responsabile ufficio stampa di Terra! Onlus: “La nostra vision è promuovere un pensiero ecologico per contrastare le tensioni sociali e la crisi ambientale”

Ciao Francesco, per incominciare ci racconteresti un po’ come nasce Terra! Onlus?

Terra! è una associazione ambientalista nata nel 2008 da un gruppo di attivisti già da tempo impegnati nella difesa dell’ambiente. Negli anni ci siamo occupati di diverse tematiche, dalla deforestazione alla mobilità sostenibile, per approdare negli ultimi anni all’agricoltura. Oggi portiamo avanti progetti e campagne sulle filiere alimentari, l’agricoltura ecologica e i diritti del lavoro nella produzione alimentare.

Quali sono i vostri principali progetti per quanto riguarda l’agricoltura ecologica?

 I progetti più importanti che stiamo portando avanti sono tre: 

– la Scuola  diffusa della Terra Emilio Sereni, che offre una formazione teorica e pratica a 20 giovani aspiranti agricoltori, per poi garantire alcune borse lavoro nelle aziende agroecologiche partner del progetto.

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– il progetto “IN CAMPO! Senza caporale“, che prevede, sotto la regia di Terra!, la formazione e l’inserimento lavorativo di 9 ragazzi – immigrati da diversi paesi dell’Africa e in condizioni di vulnerabilità – in cinque aziende biologiche del foggiano. Tali aziende si uniscono nella realizzazione di un unico prodotto, etico e trasparente, i cui ricavi serviranno a garantire il prosieguo dell’avventura dei ragazzi stessi nel mondo dell’agricoltura.

– per finire, uno dei progetti più longevi della nostra associazione: P’Orto di Lampedusa. Nato nel 2015, oggi ha portato alla creazione di alcuni orti comunitari nel centro abitato di Lampedusa. Questo con l’intento di favorire la coesione della cittadinanza intorno all’agricoltura ecologica.

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Gli orti rappresentano infatti la speranza che le radici agricole dell’isola, quasi dimenticate, continuino a vivere e si rafforzino. Per questo negli orti si svolgono attività con le scuole, gli utenti del Centro diurno di Lampedusa, altre organizzazioni presenti sull’isola ed eventi aperti a tutti. Gli orti sono anche il luogo di salvaguardia e replica di sementi antiche e tipiche delle isole Pelagie (Lampedusa e Linosa), un presidio di biodiversità e comunità.

Potresti farci un esempio di un progetto e/o una campagna che ti/vi ha appassionato particolarmente?

Personalmente mi ha appassionato molto lavorare a tutte le nostre campagne per la trasparenza nelle filiere alimentari. Da #FilieraSporca ad #ASTEnetevi. Abbiamo svolto un lavoro molto dettagliato e incisivo sia di ricerca che di advocacy sulle cause profonde di fenomeni come il caporalato e lo sfruttamento in agricoltura. Abbiamo ricostruito il percorso dei prodotti alimentari dal campo allo scaffale del supermercato.

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Questo ci ha permesso di scoprire le tante disfunzioni della filiera. A partire dal ruolo egemone della grande distribuzione organizzata, la cui forza porta ad un abbattimento dei prezzi che si scarica su tutto il settore agricolo. Abbiamo offerto soluzioni per migliorare la condizione dei braccianti che lavorano nei campi delle regioni agricole d’Italia, chiedendo alla politica e a tutti gli attori economici misure di prevenzione e trasparenza.

Quali sono i principi che guidano la vostra attività?

La nostra attività si basa su un estremo rigore nella ricerca e nell’indagine, sulla difesa dei diritti di chi lavora la terra, produce e raccoglie il nostro cibo, sulla promozione della giustizia ambientale e sociale.

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Curiamo molto la comunicazione pubblica, per favorire un dibattito serio ed informato, libero da ideologie ma pregno di valori fondamentali.

Come è possibile sostenere la vostra associazione?

Per sostenere Terra! si può fare una libera donazionediventare soci o donare il 5×1000. Ma anche partecipare alle iniziative ed entrare a far parte della nostra comunità.

Riguardo invece le iniziative organizzate, come funziona per partecipare?

Dipende: solitamente lanciamo iniziative pubbliche di sensibilizzazione. In questo caso, invitiamo alla partecipazione tramite i nostri canali (social network, newsletter e canali privati). Spesso è possibile prenotarsi inviandoci una email, oppure scrivendoci sui social. Cerchiamo sempre di allargare la partecipazione, per intrecciare nuovi legami con persone e realtà associative. Insieme si è più forti.

Quanti siete a far parte dell’associazione e quali interessi vi accomunano?

Terra! oggi ha uno staff di una decina di persone. Si tratta di ragazze e ragazzi che ogni giorno lavorano per l’associazione. Siamo accomunati da alcuni valori fondamentali. Tra questi, l’interesse per la salvaguardia dell’ambiente, i diritti umani, la sostenibilità della produzione. Ma forse la cosa più importante che ci lega è l’ambizione di rendere tutto questo possibile, anche con il nostro lavoro. La voglia di mettersi in gioco e lavorare per migliorare le condizioni delle persone e degli ecosistemi è ciò che più ci tiene insieme. Ciascuno ha poi le proprie passioni e interessi specifici, che porta in associazione garantendo una pluralità di punti di vista e di approcci. In questo modo si crea quel dinamismo che serve per conservare le organizzazioni in buona salute.

Qual è la vostra vision?

La nostra vision è promuovere un pensiero ecologico per contrastare le tensioni sociali e la crisi ambientale che si acuiscono di giorno in giorno nel Paese, in Europa e in molte altre parti del mondo. Per noi questo pensiero ecologico avrà successo quando istituzioni e cittadini opereranno per unire la questione ambientale e quella sociale. Per guidare l’azione politica in tutti i settori: dalla produzione agricola ai consumi, dalle attività economiche e industriali fino al welfare. 

In dieci anni di storia abbiamo sempre promosso questo approccio, portando avanti battaglie sulla sostenibilità ambientale e delle relazioni sociali. Ci siamo battuti contro la deforestazione, l’inquinamento, l’agricoltura insostenibile e le violazioni dei diritti umani. Il tutto sempre con spirito critico e costruttivo, denunciando i problemi e offrendo soluzioni.

In questi anni siamo cresciuti e abbiamo consolidato il nostro punto di vista. Ma non basta. Viviamo in un pianeta le cui risorse sono limitate. Le disparità sociali aumentano. Per questo è necessario sviluppare con urgenza una consapevolezza diffusa delle sfide che ci attendono. Questo non solo perché ciascuno di noi possa modificare abitudini e comportamenti, ma anche e soprattutto perché deve nascere al più presto un movimento ampio e trasversale che tenga insieme le istanze ecologiste e sociali. Bisogna rilocalizzare produzioni e consumi, restituire spazio alla natura e dignità al lavoro, rafforzare le istituzioni perché orientino la loro azione al bene comune prima che all’interesse privato.

C’è qualche progetto in vista per il prossimo futuro a cui vorreste fare un accenno?

Nel prossimo futuro vogliamo proseguire un’avventura iniziata lo scorso 9 novembre. In quella data abbiamo lanciato un nuovo progetto: l’Orchestra dei braccianti

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Abbiamo messo assieme persone in condizioni di fragilità, impiegate nel lavoro agricolo stagionale, con musicisti da tempo legati al mondo dell’agricoltura, abbiamo costruito una formazione artistica che intende portare un messaggio di integrazione e lotta al caporalato utilizzando un linguaggio nuovo: quello della musica. La prima esibizione è andata in scena a Cerignola, patria di Giuseppe di Vittorio, padre delle lotte bracciantili. Ora la sfida è dare una prospettiva a questo progetto, realizzando un tour italiano dell’Orchestra. 

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