Giornata della Suinicoltura

Intervista a Marco Barozzi, titolare di Expo Consulting, società organizzatrice delle Giornate della Suinicoltura

Buongiorno Marco, potresti raccontare brevemente la storia della Giornata della Suinicoltura? Come è nata questa tradizione?  

Con quella del 21 novembre scorso siamo arrivati alla quarta edizione della Giornata della Suinicoltura. Si tratta di un progetto nato un paio di anni fa che ha sempre saputo richiamare un pubblico molto numeroso composto da allevatori, veterinari, tecnici e operatori del settore. Per l’agroalimentare nazionale la suinicoltura rappresenta uno dei pilastri più importanti. Nonostante questo e le cogenti normative europee che il comparto ha adottato e dovrà adottare, di suinicoltura si parla poco e ancora meno vengono organizzati eventi che discutano e approfondiscano i vari temi che la riguardano.

Proprio per questo motivo, intercettando un bisogno di confronto da parte degli operatori della filiera, nel 2016 abbiamo avviato questa serie di incontri ponendo al centro gli argomenti più attuali e dibattuti e invitando nella veste di relatori i migliori esperti, sia nazionali che internazionali.

Dall’edizione di quest’anno poi ci avvaliamo di un comitato tecnico-scientifico con cui, di volta in volta, appronteremo un programma di stringente attualità e interesse.

Quando e dove si svolge l’evento? 

La prima edizione della Giornata della Suinicoltura si è tenuta a Modena, la seconda a Montichiari (BS), e le ultime due a Bologna, presso il Centro congressi di Fico Eataly World. Volutamente non abbiamo optato per la stessa sede (a parte le ultime due edizioni) preferendo trovare una location che si collocasse nel cuore emiliano e lombardo della suinicoltura, quindi rispettivamente Modena e Montichiari. Quella di Bologna potrebbe apparire una scelta un po’ “anomala”. In realtà l’originalità della più grande cittadella dell’agroalimentare al mondo e un Centro congressi molto innovativo e particolarmente ampio hanno dimostrato che ancora una volta, con i circa 300 partecipanti, abbiamo colto nel segno.

Di quali temi si è parlato durante la giornata della Suinicoltura 2018?

Come dicevo prima, nel 2018 abbiamo organizzato due Giornate della Suinicoltura. La prima, il 28 febbraio, aveva per titolo “Benessere animale. Un’alleanza con il consumatore, una sfida per la competitività”. La seconda invece, svoltasi il 21 novembre, aveva per titolo “Salute, benessere, obblighi normativi, redditività. La ricerca di un equilibrio quasi perfetto”.

In entrambe le occasioni, come si può evincere leggendo il titolo, ci siamo concentrati sul benessere animale. Tale tema è al centro di importanti decisioni da parte della Commissione europea e di accesi dibattiti tra operatori della filiera, consci peraltro che sul benessere il consumatore sta acquisendo una sempre maggiore consapevolezza. Oggi infatti, non è più pensabile operare senza tenere nella dovuta considerazione le sensibilità del mercato. Il benessere animale è poi un argomento che, a cascata, ne trascina molti altri come la gestione del farmaco, la produttività degli animali, la redditività dell‘allevatore. Penso si tratti in realtà, di un unico grande tema in continuo divenire che richiede un’attenzione particolare. I pareri dei maggiori esperti del settore e l’organizzazione di eventi di alto livello come la Giornata della Suinicoltura possono contribuire a svolgere al meglio il lavoro degli operatori.

A quale pubblico si rivolge l’iniziativa?

Allevatori, veterinari, macellatori, GDO. Direi tutti gli anelli della filiera suinicola perché, nonostante il processo sia lento e ancora lontano da una sua definizione, il futuro potrà vederci competitivi sui mercati internazionali solo se sapremo portare avanti una visione globale. Una visione ampia e condivisa che superi il concetto ormai perdente della difesa, peraltro inutile e dannosa, del proprio orticello.

Quali importanti contenuti vengono proposti e messi a disposizione di tutti gli operatori del settore?

Oltre ai temi proposti di cui ho appena parlato, chi ne fa richiesta può ricevere le presentazioni dei relatori, ricevere la nostra newsletter e rimanere sempre aggiornato con le notizie che pubblichiamo sulla pagina web.

Qual è la vostra visione attuale della suinicoltura italiana? 

Come dicevo prima, la suinicoltura rappresenta una voce importante per l’agroalimentare italiano. I nostri salumi, primi fra tutti i prosciutti crudi Dop come il Parma e il San Daniele, costituiscono un patrimonio alimentare che il mondo intero ci invidia. Basterebbe anche solo questo per dimostrare l’importanza del settore. Esiste però un rovescio della medaglia, rappresentato dalla corretta applicazione di normative, legate soprattutto al benessere animale, sempre più stringenti. Queste, oltre a richiedere importanti investimenti da parte degli allevatori, rischiano di mettere in serio pericolo la loro redditività, tornata solo da un paio d’anni a livelli accettabili dopo circa un decennio di pesante crisi. Sappiamo che in ogni settore l’innovazione ha un costo e prima di vederne i benefici occorre lasciare trascorrere un po’ di tempo. La suinicoltura italiana non fa eccezione. La ricerca scientifica, la collaborazione di importanti Istituti come l’Izsler della Lombardia e dell’Emilia-Romagna e/o della Regione Emilia-Romagna possono aiutare gli allevatori a superare i nuovi momenti di difficoltà. Dal 1 gennaio prossimo infatti, dovrebbe entrare in vigore il divieto del taglio della coda dei suinetti, norma imposta da Bruxelles e potrebbero presentarsi nuove difficoltà. Analogamente è importante contrastare efficacemente la minaccia sempre più incombente della Peste suina africana (PSA), una malattia che si sta espandendo in tutta Europa, proveniente in gran parte da focolai insorti in Romania.

Chi si occupa dell’organizzazione dell’evento? 

L’intera organizzazione delle Giornate della Suinicoltura è curata dallo staff di Expo Consulting. Per ogni ambito è stato predisposto un referente ad hoc in un’ottica di collaborazione sinergica che permette alla macchina organizzativa di funzionare a pieno regime. Dal commerciale alla comunicazione, dalla gestione della web e dei social all’accoglienza dei relatori e dei partecipanti, tutto non può e non deve essere mai, lasciato al caso.

Qualche progetto futuro o “nuova giornata” in programma? 

Alla luce dei successi fin qui ottenuti, anche nel 2019 contiamo di organizzare un’altra Giornata della Suinicoltura. Prima però abbiamo in cantiere un progetto analogo dedicato al comparto delle bovine da latte. Stiamo approntando il programma e i vari dettagli che devono essere perfezionati per poter presentare un progetto di “spessore” com’è nelle nostre intenzioni. Seppure i due settori, suino e bovino, siano molto distanti tra loro, vogliamo che l’eco dei successi delle Giornate della Suinicoltura si riverberi anche in quella che diventerà la Giornata della Bovina da Latte.

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