Agrivillaggio

Intervista a Giovanni Leoni dell’Agrivillaggio: “Il concime che usiamo è quello della conoscenza.”

Buongiorno Giovanni, potrebbe raccontare brevemente come nasce l’Agrivillaggio?

Il concept dell’Agrivillaggio, nasce da studi sull’impronta ecologica che evidenziano un uso eccessivo delle risorse naturali in continua crescita. L’obiettivo dell’Agrivillaggio è abbassare l’impronta ecologica ma non la qualità della vita. Spostare meno atomi e più bit è la nostra soluzione. Per questo abbiamo pensato a questi nuovi quartieri pieni di “bit” e di economia circolare. 

Dove si trova e in cosa consiste principalmente la vostra attività?

Siamo a Parma dove stiamo mettendo in atto pezzo per pezzo questo nuovo quartiere agricolo. Siamo una “Transition farm”. Stiamo trasformando un’azienda agricola industriale produttrice di prodotti che vengono esportati in tutto il mondo, in un Agrivillaggio dove buona parte dei prodotti vengono consumati a km iperzero e prodotti on demand.

Cosa si intende per villaggio ecocompatibile? 

È un quartiere che minimizza, attraverso una progettazione nuova di spazi e servizi, l’impatto sull’ambiente, senza abbassare la qualità della vita. Il quartiere nasce in domotica con case a volumi variabili che ti accompagnano nel ciclo naturale della vita, orti per l’auto-raccolta, servizi comuni in sharing e connessione gratis ad alta velocità per tutti.

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In che modo vi impegnate all’Agrivillaggio ad utilizzare tecniche ecologiche e a basso impatto ambientale?

Nel campo produttivo agricolo stiamo convertendo i terreni alla produzione biologica. La maggioranza dell’energia che utilizziamo proviene da fonti rinnovabili e una la produciamo direttamente con l’utilizzo di pannelli fotovoltaici. Stiamo diminuendo i consumi di acqua attraverso lo stop agli sprechi e un uso il più possibile efficiente della risorsa.

Come funziona la scuola dell’Agrivillaggio? Che tipo di corsi offre?

Uno stile di vita nuovo ha bisogno di una scuola nuova, che lo supporti attraverso corsi e realizzazioni sul campo. La scuola dell’Agrivillaggio tramanda e mette in pratica (scuola del fare) le conoscenze necessarie alla realizzazione di un obiettivo nuovo: un mondo sostenibile, equo e solidale.

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Quali sono dal punto di vista agricolo, le vostre principali colture?

Coltiviamo ortaggi, cereali, frutta, latte e formaggio. L’obiettivo è lavorare sulla biodiversità. La fattoria dell’Agrivillaggio a regime coltiverà almeno 200 tipi di prodotti ogni annata agraria.  Progetto opposto all’attuale monocultura agricola.

In che modo coltivate invece la vostra comunità? Quale importanza riveste tale comunità all’interno della vostra attività?

La comunità che frequenta l’Agrivillaggio è composta di persone attente al futuro. Coltiviamo insieme l’idea che in futuro si possa, o meglio si debba, vivere in un mondo meno inquinato, più equo e solidale. Il concime che usiamo è quello della conoscenza.

C’è un ultimo messaggio che vorreste lasciare? Qualche nuovo progetto in vista?
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Viviamo in un’epoca straordinaria, piena di conoscenze nuove. Siamo tutti costantemente interconnessi, uniti in una rete globale che ci permette di comunicare in modo velocissimo. L’obiettivo di un mondo meno inquinato e più giusto è perfettamente alla nostra portata, tutto dipende dalla volontà. L’agricoltura sicuramente sarà pilastro di questo cambiamento!

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