Agromet

Intervista a Federico: “Creiamo un’azienda che miri a risparmiare acqua, tempo e risorse”

Ciao Federico, da dove nasce Agromet? Quanti siete e dove vi trovate?

Noi siamo nati principalmente dal percorso Spinner 2013, un bando della regione Emilia-Romagna indetto da ASTER e Fondazione Alma Mater che premiava idee imprenditoriali innovative che avessero un collegamento con la realtà universitaria o di ricerca, indetto tra il 2012 e il 2013. In quegli anni io stavo per laurearmi in fisica dell’atmosfera all’Università di Bologna.

Proprio all’epoca ho incontrato i miei attuali soci all’Arpae, tra gli uffici del SIMC, il servizio meteorologica della regione Emilia-Romagna, durante la stesura della mia tesi presso il Servizio.  Abbiamo unito le nostre conoscenze, di meteorologi, di agronomi e fisici per creare servizi che potessero essere di supporto per tutta la filiera agroalimentare, dal produttore al distributore.

Nel dicembre del 2012 abbiamo presentato il progetto, e a seguire, nell’aprile 2013 abbiamo saputo di aver vinto il bando. Tale vincita si è rivelata molto importante per lanciare la nostra attività perché non si trattava soltanto di soldi, ma anche dell’aiuto e del supporto di una serie di figure amministrative o liberi professionisti che erano pagate dal Consorzio. In seguito a questo abbiamo quindi dato avvio ad un primo anno di benchmark di ricerca rispetto al mondo dell’agricoltura di precisione, focalizzandoci sulla creazione di modelli di simulazione agrometeorologici.

Di base la nostra application a questo Spinner 2013 nasceva da 2 esigenze:

– stavamo laureandoci in lauree specialistiche senza sbocchi professionalizzanti ed eravamo dunque spinti dalla volta di crearci una propria strada

– eravamo coscienti del fatto che il mercato potesse potenzialmente richiedere servizi tecnici di questo tipo e avevamo intuito, trattando in maniera accademica la materia, l’importanza delle risorse naturali e della loro ottimizzazione.

Nel aprile 2013 abbiamo avuto accesso a questi fondi e abbiamo iniziato questo percorso di “incubazione”. Grazie alle figure di sostegno che ci hanno aiutato a creare il nostro business model e a mettere in pratica l’idea in una vera e propria azienda,  nel marzo dell’anno successivo (2014) ci siamo poi fondati come S.r.l. e siamo stati riconosciuti come startup innovativa.

Attualmente Agromet è basata a Bologna in via San Vitale. Nel team eravamo inizialmente in cinque, ma ora siamo rimasti in quattro (in foto: Federico Carboni, Antonio Volta, Michela Giusti, Giulia Villani). Soprattutto i primi tempi abbiamo lavorato tanto e senza poter godere dei frutti dei nostri sforzi, ma è normale, all’inizio qualche sacrificio è necessario per inseguire il proprio sogno.

In cosa consiste la vostra attività?

La nostra attività di base è soprattutto ricerca tecnologica e innovazione applicata all’agrometeorologia.

In realtà le nostre conoscenze di fisici e agronomi si possono applicare a molte realtà economiche ma due sono le attività principali per cui le impieghiamo. La prima ha appunto a che fare con i bandi di ricerca, poniamo particolare attenzione a quelli proposti all’interno del programma europeo per la ricerca Horizon 2020. Costituiamo il reparto tecnico e comunicativo di quei progetti che hanno come core business un progetto agro-tecnologico. Il più grande progetto a cui abbiamo partecipato si chiama Moses (Managing crOp water Saving with Enterprise Services). Il progetto, che ha come capofila ESRI Italia e conta 16 partner, ha sviluppato una piattaforma Decision Support System, (DSS) che fornisce appunto un supporto decisionale agli utenti per la programmazione dell’irrigazione, ottimizzando l’utilizzo dell’acqua. Il goal di questo progetto era quello di andare a limitare gli sprechi della risorsa acqua ed irrigare in maniera più razionale, partecipando attivamente alla parte di validazione del servizio. La seconda attività riguarda i servizi che abbiamo creato. Si tratta di algoritmi che prevedono l’andamento della crescita di alcune coltivazioni rispetto alle condizioni meteorologiche misurate e previste.

In particolare abbiamo sviluppato un servizio per la previsione di crescita e sviluppo per la coltura della patata. Abbiamo collaborato per anni con Selenella e abbiamo avuto modo di validare le nostre ricerche creando un algoritmo che fosse capace di prevedere alcuni parametri di crescita del tubero, ad esempio la fase fenologica.

Come funziona e quali sono i vantaggi?

Funziona in questo modo: i nostri clienti ricevono simulazioni della crescita dei propri tuberi e con le previsioni meteorologiche dei giorni futuri, possono rendersi conto dell’andamento del processo di crescita. Possono vedere, ad esempio, se la propria pianta è in anticipo o in ritardo rispetto a quella che dovrebbe essere la sua crescita ottimale. Grazie alle nostre simulazioni, riescono a stabilire, con maggiore o minor esattezza, il giorno di raccolta e ad organizzare a livello logistico l’operazione.

Prevediamo anche la percentuale di sostanza secca che è una delle caratteristiche organolettiche più importanti, soprattutto per patate industriali. Questa previsione ci dà indicazioni dirette sulla qualità del tubero e sul suo mantenimento nella fase invernale. Il mantenimento a livello pratico spetta ai contadini ma questi possono gestirsi molto meglio, se da parte nostra questi hanno indicazioni rispetto alla caratteristica organolettica che a loro interessa. Per questo possiamo definire il nostro un sistema DSS, di supporto decisionale.

Oltre a questi, avete sviluppato altri servizi per l’agricoltura?

Avevamo sviluppato anche un altro algoritmo che trattava l’uva da vino, invece che le patate, e  informava il viticoltore in merito alla maturazione zuccherina della propria bacca. Questo fattore è molto importante per la qualità del vino e per l’alcolicità. Il nostro servizio permetteva al cliente di sapere in anticipo se dover comprare le cosiddette uve da taglio, e se comprare un’uva più o meno dolce per bilanciare la zuccherinità media. Sfortunatamente però questo servizio si è rivelato di difficile vendita, in quanto risultava incompleto perché ai produttori interessava anche la parte acida e altre qualità organolettiche della bacca, non solo la parte zuccherina. Nonostante ciò, rimane un servizio che può dare indicazioni molto importanti, anche perché il funzionamento logistico della produzione dell’uva non è facile da gestire e questo servizio permette di prevedere con ampi margini di anticipo il giusto periodo per la raccolta.

Ultimo ma non meno importante, un servizio, che avevamo cercato di costruire con COOP ITALIA, qui a Casalecchio di Reno. Questo servizio in base alle condizioni meteo della settimana (o di quella successiva) dava un’indicazione di quelli che erano i prodotti freschi o ad alta deperibilità più richiesti presso i punti vendita. Una volta che Coop ci ha fornito i dati di vendita, grazie ai nostri algoritmi, abbiamo potuto avere conferma del fatto che passata una certa soglia meteorologica, è più facile vendere un prodotto che un altro. Il nostro algoritmo calcola determinati fattori e ci indica ad esempio che nella settimana estiva di maltempo un prodotto viene più facilmente venduto nella tale regione con tali condizioni meteorologiche, piuttosto che in un’altra regione che presenta condizioni meteorologiche differenti.

In questo caso il problema riscontrato non riguardava tanto la validità del servizio, sicuramente molto affidabile, ma la scalabilità dello stesso rispetto a questi operatori della grande distribuzione. Le modalità di distribuzione logistica della GDO non erano adatte a gestire una diversa idea di distribuzione dei prodotti. Come dico sempre, il problema è che è come se stessimo inventando le scarpe in un mondo di persone che camminano scalze.

Come commercializzate i vostri servizi?

Il piano commerciale passa attraverso incontri diretti con i potenziali clienti. Questi incontri iniziano circa a marzo. La presentazione del servizio viene effettuata direttamente a casa dell’agricoltore. Il contratto è stagionale,  dura 2 o 3 mesi, e in base a questa tempistica, si decide assieme il numero di bollettini che i clienti vogliono ricevere, a seconda delle loro esigenze. Il bollettino viene recapitato direttamente via email, e il prezzo è variabile perché come dicevo il servizio è interamente customizzato sul cliente. Ad esempio ad un cliente possono non interessare tutte le caratteristiche della patata, ma solamente alcune. In quel caso si crea un servizio su misura. Ogni bollettino è diverso da cliente a cliente.

Il nostro modello di business è B2B. I nostri servizi, per via dei costi ma soprattutto del supporto logistico necessario per goderne a pieno, risultano di difficile integrazione per l’agricoltore familiare o per chi produce solo poche patate che vende al consorzio.

Riguardo te personalmente, mi dicevi che hai fatto studi legati all’ambiente. Qual è il tuo percorso personale più nel dettaglio?

Sì, io sono venuto a Bologna per laurearmi in fisica dell’atmosfera. E così è stato, dopo aver preso un diploma di ragioneria, che all’inizio ha rappresentato un po’ uno scoglio per gli studi che mi accingevo a cominciare, mi sono laureato e ho cominciato a fare ciò che più mi appassionava. In Arpae, dove ho scritto la tesi, sono entrato a far parte dell’apparato informatico applicato alla scienza agrometereologica e ho toccato con mano per la prima volta le realtà professionali esistenti in Italia che operavano in materia.

Cosa ti/vi piace di questo campo?

La cosa che più ci ha stimolato a sviluppare la nostra attività è stata l’involuzione di quella che era la realtà dei fatti di allora in ambito agro-meteorologico.

Rispetto all’agricoltura di precisione, all’importanza del risparmio dell’acqua, dei cambiamenti climatici, la consapevolezza non era forte come oggi, c’era una grande mancanza di sensibilizzazione. Quindi ci siamo detti: creiamo un’azienda che miri a risparmiare acqua, tempo e risorse e fondiamo i nostri principi etici su questi temi.

Anni fa infatti, o lavoravi come addetto del settore, o difficilmente capivi quanto potessero influire questi fattori sulle colture, l’ambiente, l’alimentazione, la salute ecc. Oggi, fortunatamente, si parla già con maggior frequenza di questi temi. Ciò che volevamo e che tutt’ora vogliamo realizzare è quindi un servizio assolutamente nuovo che sia utile e che segua quella che è una nostra grande passione.

 

 

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