Apicoltura Marchesi

Intervista all’apicoltore Matteo Marchesi: “Considero il mio mestiere come una missione: la salvaguardia delle mie api.”

Apicoltura Marchesi: storia e attività

Ciao Matteo, potresti raccontarmi in breve la storia di Apicoltura Marchesi? Come nasce, dove si trova la vostra azienda, quanti siete a lavorarci ecc.?

Ciao Chiara, correva l’anno… no, scherzo. Quando parlo della mia azienda non posso non menzionare l’azienda di mio nonno Ildo, apicoltore sin dagli anni 50. Lui iniziò con due cassette di api, ottenute in cambio della sua bicicletta, e in poco tempo mise su un’azienda da circa 600 alveari, aiutato dalla moglie e dai suoi figli.

Sin da quando sono piccolo, sono stato iniziato alla vita in apiario, perché aiutavo spesso mio nonno e mio padre in tutte le fasi della gestione del ciclo vitale delle api, compresa, ovviamente, la raccolta del miele.

Nel frattempo, mi diplomavo all’Istituto Tecnico Agrario Serpieri di Bologna, diventavo perito agrario e lavoravo come discontinuo presso i vigili del fuoco. Consideravo l’apicoltura un’attività di famiglia e mai pensavo potesse diventare la mia vita.

Per una serie di strane circostanze (voglia di nuove esperienze, cambiamento ecc.) nel 2011 sono partito per la Nuova Zelanda, dove ho lavorato per 6 mesi in un’azienda di apicoltura organizzata quasi a livello industriale.

Tornato in Italia, nella primavera del 2012, mi sono reso conto che quest’esperienza mi aveva aperto gli occhi: volevo lavorare con le api, dedicare loro più tempo possibile.

Giusto il tempo di organizzarmi e ho comprato le mie prime cassette e da lì ho iniziato quest’avventura. Ad oggi ho una piccola azienda agricola individuale, ho circa 200 famiglie di api (in perenne espansione – speriamo!) e una discreta produzione di miele; il tutto con una certificazione biologica.

La sede aziendale è a Zola Predosa, in Via Po 17, sede storica dell’azienda di mio nonno Ildo. Lì cerco di coniugare quello che mi hanno insegnato mio padre e mio nonno con quello che ho imparato nei sei mesi in Nuova Zelanda. Le tecniche antiche con i progressi della modernità.

In che cosa consiste principalmente la vostra attività?

Mi piace definirmi un « pastore di api« . Molti credono che l’attività principale dell’apicoltore sia quella di estrarre il miele, invasettarlo e venderlo. In realtà io passo in laboratorio per la smielatura forse, in tutto, una – due settimane all’anno. Non di più.

Il mio lavoro principale è quello di assicurare il benessere delle mie api: le coccolo se così si può dire. Le curo quando sono malate o per prevenire l’insorgere di alcune malattie, le controllo, mi assicuro che abbiano cibo a sufficienza, mi occupo della sostituzione delle regine e della formazione di nuove famiglie e così via.

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Matteo e le sue api

Purtroppo, al giorno d’oggi, complici l’inquinamento e il cambiamento climatico, le api sopravvivono solo se « in cattività » (si discute se siano veramente in cattività o meno, trattasi di insetti).

Se non ci fossero gli apicoltori, oggi probabilmente non ci sarebbero più tante api.

Potresti descrivermi una “giornata tipo” in apiario?

La mia giornata varia a seconda del periodo dell’anno in cui mi trovo. Sicuramente « viaggio con il sole ». Prima il sole sorge, prima vado a lavorare. Ritorno a casa solo dopo il tramonto, con grande gioia di mia moglie.

Arrivato in apiario, la mattina molto presto, la prima cosa che faccio è controllare le famiglie, il loro benessere e le loro attività. Dopo tanti anni, mi basta dare un’occhiata al volo alle api, anche solo dall’esterno della cassetta per rasserenarmi o preoccuparmi.

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Matteo controlla ogni mattina le api

Dopodiché, a seconda del periodo della stagione, procedo con la posa/rimozione dei melari, oppure con la formazione dei nuovi nuclei e la selezione delle regine (in Emilia-Romagna, siamo in tanti apicoltori auto-produttori di regine: ognuno ha la propria linea, che conserva gelosamente. Siamo fieri produttori di ape mellifera ligustica).

Trattasi, all’apparenza, di lavori forse ripetitivi, ma ti posso assicurare che ogni giorno questi piccoli insetti hanno sempre qualcosa di nuovo da insegnarmi.

Dopo aver effettuato le operazioni su tutto l’apiario, al calare del sole, finalmente ritorno a casa!

Per maggiori dettagli, ho deciso di pubblicare, quasi giornalmente, tutte le mie lavorazioni in apiario sulle mie pagine social di Apicoltura Marchesi, facebook e instagram.

Apicoltura Marchesi: dalle api al miele

Quali sono i vostri principali prodotti?

Io sono produttore di miele italiano biologico. Grazie alla biodiversità delle nostre colline, riesco a produrre molteplici varietà di miele, quali miele di acacia, tiglio, castagno, melata. Produco, inoltre, diverse qualità di miele di millefiori (nella stagione 2018 ne ho raccolte 4 diverse) e, da quest’anno, anche il miele di girasole.

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L’apicoltura: molto più che estrazione di miele

Sposto i miei alveari al bisogno, inseguendo le fioriture più attrattive per le mie api, dal confine con la Toscana sino alla Riviera.

Pensa che, dopo alcuni anni di nomadismo, ho scoperto che i posti che ho scelto per le mie api sono gli stessi dove le portava mio nonno: si vede che sono zone redditizie! Negli ultimi anni sto dedicando una parte della mia azienda alla produzione di sciami e regine… vediamo come andrà.

Come li commercializzate?

Come buona parte degli apicoltori professionisti italiani, sono socio di Conapi, la più grande cooperativa di miele a livello nazionale. Tutto o quasi il miele che troviamo al supermercato proviene da Monterenzio, compreso quello Coop, Conad, Esselunga, nonché Mielizia e Alce Nero (per la parte biologica).

Solo nell’ultimo anno, sotto insistenza di mia moglie, ho deciso di partecipare a fiere e sagre locali, un po’ per farmi conoscere ma soprattutto per sensibilizzare la società alla cura e salvaguardia delle api. In tutte (o quasi) queste manifestazioni, porto con me una teca di vetro con le mie api per mostrarle e spiegare il loro ciclo vitale.

Apicoltura Marchesi: passione e sacrificio

Riguardo te personalmente, qual è il tuo percorso personale? Hai da sempre lavorato nell’apicoltura?

Come ti dicevo, diventare apicoltore non era nei miei programmi terminate le scuole superiori. Quando ero più piccolo lo consideravo un hobby, un modo per passare del tempo con mio padre e con mio nonno.

Non so dirti esattamente cosa sia successo, ma un giorno ho capito che volevo lavorare con le api, lasciando l’attività da libero professionista che nel frattempo avevo costruito, per dedicare tutto il mio tempo alla mia passione.

Considero il mio mestiere come una missione: la salvaguardia delle mie api.

Cosa più ti piace di questo mestiere? Ci sono invece cose che non ti piacciono particolarmente o aspetti lo rendono difficile e faticoso?

Ho un ricordo di quando ero piccolo. Mio padre mi mise a fare degli innesti per la formazione di nuove regine.

Credo che la selezione delle regine sia sempre stato uno degli aspetti più affascinanti del mio lavoro. Capire come mai “quella larva sì e quella no, o viceversa” o perché, una volta inserita nell’apposito innesto, una va a buon fine e l’altra no, è molto importante, oltre che interessante ed educativo.

In realtà, ogni volta che apro una cassetta, prendo un telaio in mano, lo scorro alla ricerca della regina e finalmente la trovo, è sempre una grande emozione! Lavoro in mezzo alla natura, l’unico rumore che sento è il loro ronzio.

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Lavorare con il solo ronzio delle api

Nonostante ciò, non nascondo che il mestiere dell’apicoltore è pieno di sacrifici. Lavoro moltissimo, anche più di 12 ore al giorno (seguendo il sole) e a volte anche di notte (ad esempio quando devo fare gli spostamenti delle casse). A livello fisico è faticoso: sollevo cassette che pesano in media 50 kg per tutto il giorno. Ma sono felice, faccio il lavoro più bello del mondo!

Vorresti lasciare un piccolo messaggio conclusivo? Qualche progetto in vista?  

Come tutti i giovani d’oggi, sono pieno di sogni e di speranze. Spero, nel giro di qualche anno, di ampliare la mia azienda, di crescere e, perché no, di vedere il mio vasetto di miele sui banchi della grande distribuzione.

Allo stesso tempo, mi auguro che la società moderna si avvicini al mondo dell’apicoltura, così da assicurare una tutela ed una salvaguardia sempre più incisiva delle nostre amiche api.

Nel mio piccolo, spero di riuscire a dare un contributo.

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