Enza Zaden

Intervista a Giuseppe Arnesi: ”Lavoriamo prima di tutto per il gusto”

Ciao Giuseppe, potresti dirmi in qualche parola come nasce Enza Zaden? Da dove viene questo nome?

L’azienda madre è olandese nata nel 1939, da un’idea di Piet Mazaareuw, che è un ricercatore, che comincia a fare selezioni e produrre i primi ibridi. Nel 1987 arriva in Italia dove prima distribuisce attraverso rivenditori e nell’89 viene costituita l’azienda italiana. Il nome deriva dalla combinazione dell’appellativo del paese Enkhuizen, dove è nata l’azienda e di zaden che significa semi.

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Enza Zaden: sede italiana di Tarquinia

In cosa consiste principalmente la vostra attività?

La nostra attività consiste nel migliorare sempre i nostri prodotti a partire dalla creazione del seme, scegliendo e selezionando, le varietà da ortaggi che si prestano bene per tutti gli utenti della filiera. Per l’agricoltore, in quanto a produzione e resistenza alle malattie, per i supermercati per il colore e la sua shelf-life, e per i consumatori finali per il gusto e la qualità.

Come sviluppate e selezionate le vostre qualità di ortaggi?

Si parte dall’analisi del mercato, si vede dove ci sono punti da migliorare, si fanno gli incroci. In questo modo si generano tante differenti varietà. Una volta fatti gli incroci cominciamo le prove nelle nostre stazioni di ricerca italiane,  Tarquinia o Santa Croce. Da lì, selezioniamo le migliori combinazioni e le portiamo agli agricoltori. Presso le loro aziende, i semi vengono messi alla prova e testati ulteriormente, per essere poi messi in commercio se ritenuti adatti. Tutto questo processo dura almeno 7-8 anni.

Quali sono i vostri principali prodotti? E quali sono le varietà vegetali più innovative che proponete?

Noi lavoriamo su tutti gli ortaggi (ogni anno investiamo su una coltura, in questo momento l’unica che ci manca è la carota, ma provvederemo presto…). Tra gli ortaggi in cui più ci distinguiamo ci sono le cosiddette “foglie” come finocchio, radicchio, lattuga o ancora zucchino, ravanello, cavolfiore, melone, pomodoro ecc.

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Crossway, cavolfiore bianco per raccolta autunnale, di produzione Enza Zaden

Stiamo lavorando molto ultimamente, tra le novità, con cipolla, pomodoro da industria, e rucola o con le aromatiche come prezzemolo e basilico.

Parallelamente a queste colture, abbiamo anche una parte di produzione in biologico, prodotta nella nostra azienda Vitalis, che costituisce però un compartimento che teniamo separato data la differente tipologia di coltivazione.

Potresti parlarmi di una delle soluzioni o varietà più creative create?

Partiamo da un presupposto: noi lavoriamo per il gusto, prima di tutto. Se una varietà non ha gusto non la mandiamo avanti. Ce n’è una molto particolare che abbiamo creato grazie ad un progetto attivato tempo fa con il peperone corno di bue (o corno di toro).

Di questo particolare peperone abbiamo selezionato le linee digeribili nonostante esse risultassero difficilmente dimostrabili a livello di analisi medica a causa degli alti costi. Abbiamo avuto la fortuna di avere un accordo con Valfrutta. Con loro abbiamo creato Cornelio. Molte persone di Valfrutta, che non mangiavano i peperoni, li hanno digeriti senza alcun problema e così  si sono entusiasmati e abbiamo iniziato la collaborazione che oggi ci consente di produrre questa buonissima qualità di peperone “Cornelio”.

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Enza Zaden per Valfrutta presenta il Peperone Cornelio

Come commercializzate i vostri prodotti?

Noi commercializziamo i semi, nella filiera ci troviamo all’inizio attraverso un team di persone specializzate. I nostri clienti sono i vivaisti, che a loro volta rivendono agli agricoltori le giovani piantine (trasformando il seme) e così via. Poi gli agricoltori vendono il prodotto ai distributori o direttamente al pubblico. In tutta la filiera, noi siamo quelli che creano innovazione. Per farti un esempio, se pensi ad alcune varietà come la rucola, il pomodoro ciliegino o datterino, l’anguria senza semi, l’anguria gialla, la mini anguria, sono tutte attività che 20 anni fa non esistevano.

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Vespucci: pomodoro ciliegino per raccolta a grappolo, di produzione Enza Zaden

Tutto quello che oggi sta sotto il nome di IV gamma è stato possibile grazie ad applicazioni di tecnologie e di studi che consentono oggi alla “natura” di durare molto di più di una settimana o una quindicina di giorni.  

Dove si trova Enza Zaden e come garantite una presenza multilocale? Su quali principali valori si basa la vostra azienda?

Come ti dicevo la casa madre si trova in Olanda ma ha sussidiarie in tutte le parti del mondo. L’azienda italiana nata nell’1989, l’ho personalmente presa in carico nel 2003. Qui abbiamo creato un centro di sperimentazione a Tarquinia dove lavoriamo al 100 per cento noi, su finocchio, radicchio, cipolla e cavolfiore.

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Finocchio primaverile Preludio, varietà dalle caratteristiche qualitative oramai affermate e riconosciute

Cinque anni fa abbiamo fatto lo stesso per il pomodoro, creando un altro centro sperimentale in Sicilia.

Enza Zaden, nonostante la sua organizzazione strutturata come quella di una multinazionale, rimane un’azienda familiare. Per questo ci basiamo su valori semplici quali la crescita sostenibile, la necessità di rimanere indipendenti e la volontà costante di creare valore aggiunto per i clienti. Il nostro motto è: “Innovare nel rispetto della tradizione”.

Riguardo te personalmente, hai sempre lavorato in ambito agricolo/ortofrutticolo. Cosa più ti piace di questo lavoro?

Si, io ho da sempre lavorato in questo ambito. Cosa mi piace? Beh, prima quando ero in prima linea, ciò che più mi piaceva era stare in campagna, parlare con la gente. Adesso che sono dietro le righe ciò che più mi motiva e mi fa appassionare giorno per giorno è la volontà di creare un gruppo di persone che viva bene in un ambiente positivo e che si impegni a fondo per farci crescere e portare valore aggiunto a tutta la filiera.

Vorresti lasciare un breve messaggio conclusivo riguardante Enza Zaden? Qualche invito o progetto in vista a cui ti piacerebbe accennare?

Il messaggio è semplice: dobbiamo lavorare con qualità, pensando che oguno di noi e mi riferisco alla nostra azienda e alla filiera in toto, può costuire qualcosa di buono se si condividono principi e obiettivi. I progetti sono tanti, non mi piace accennare ad uno in particolare ma a ciò che li lega, l’entusiasmo, la professionalità e le motivazioni, il tutto ripeto per una crescita sostenibile.

    1. Gentile Rita, grazie per averci scritto. Siamo felici che abbia trovato l’articolo interessante!

      Enza Zaden commercializza i semi principalmente a vivaisti. Ma i prodotti finali si possono trovare oggi in numerosi supermercati.

      Per maggiori dettagli può consultare il sito http://www.enzazaden.it/

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